In un cantiere italiano non lontano dal lago Tana, in Etiopia, vengono rapiti due tecnici di una ditta di costruzioni italiana. A cercare di liberarli vengono inviati due diplomatici: Francesco Alberighi e Paola Monti, funzionari dell’unità di crisi del ministero degli esteri. Fin dalla prima raccolta di informazioni, i due diplomatici comprendono che la vicenda ha contorni strani, molti misteri infatti avvolgono la costruzione della diga; e poi in Etiopia non ci sono terroristi, guerre civili o conflitti armati in corso.

A complicare la vicenda, insieme a loro, viene inviato dal Gabinetto del ministro un suo stretto collaboratore, Crapanzano, personaggio ambiguo, che prova a boicottare ogni iniziativa dei due diplomatici. Intanto per conto proprio indaga il cronista d’assalto Antonio Faiola, arrivato anche lui sul lago Tana con l’idea che dietro questa vicenda si nasconda qualcosa che lo stesso governo italiano vuole nascondere agli uomini del ministero degli esteri… ma alla fine, con intelligenza e diplomazia, Alberighi e la Monti ne verranno a capo.
Un intrigo internazionale, con molto fuoco amico.

Un racconto a metà tra un giallo e una spy story, con protagonisti poco usati in letteratura: i diplomatici italiani.

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