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        <title><![CDATA[ON AIR | LIBRI & AUTORI]]></title>

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		<itunes:subtitle><![CDATA[ON AIR | LIBRI &amp; AUTORI]]></itunes:subtitle>
		
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		<itunes:summary><![CDATA[Letture, racconti, segnalazioni e chiacchierate in libertà con gli autori.]]></itunes:summary>
		
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          <title>ON AIR | LIBRI &amp; AUTORI</title>
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                                        <pubDate>Thu, 24 Oct 2019 14:09:22 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>VITO MANCUSO | LA VIA DELLA BELLEZZA</title>
                                    <description><![CDATA[Perché ci viene spontaneo raccogliere sulla spiaggia del mare le conchiglie e i sassolini più belli? Perché rimaniamo incantati davanti a un volto umano o a un dipinto, o avvertiamo un’inesprimibile dolcezza interiore ascoltando musica, o ci soffermiamo con gli occhi spalancati a contemplare un tramonto? Perché, in altre parole, ricerchiamo quella rivelazione, quell’epifania che definiamo bellezza?
Vito Mancuso affronta in questo libro un mistero che è tipico dell’uomo, e ne interpreta le profondità per farne la bussola capace di orientare il cammino verso la verità. Superando l’aspetto esteriore dei nostri corpi per approfondire il senso dell’interiorità della nostra anima fatta di armonia e fascino, eleganza e grazia, questa riflessione diventa un’avventura alla ricerca delle sorgenti della bellezza in grado di indicarci quali pratiche concrete possiamo mettere in atto per rendere quotidiano il nostro rapporto con essa: solo in questo modo infatti potremo superare ogni indifferenza e tornare, o addirittura iniziare, a gioire al cospetto di quelle opere e di quegli eventi capaci di stringerci il cuore. Perché ricercare e custodire la bellezza è la via privilegiata per onorare il compito che attende la nostra vita.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Vito Mancuso affronta in questo libro un mistero che è tipico dell’uomo, e ne interpreta le profondità per farne la bussola capace di orientare il cammino verso la verità. Superando l’aspetto esteriore dei nostri corpi per approfondire il senso dell’interiorità della nostra anima fatta di armonia e fascino, eleganza e grazia, questa riflessione diventa un’avventura alla ricerca delle sorgenti della bellezza in grado di indicarci quali pratiche concrete possiamo mettere in atto per rendere quotidiano il nostro rapporto con essa: solo in questo modo infatti potremo superare ogni indifferenza e tornare, o addirittura iniziare, a gioire al cospetto di quelle opere e di quegli eventi capaci di stringerci il cuore. Perché ricercare e custodire la bellezza è la via privilegiata per onorare il compito che attende la nostra vita.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Wed, 09 Dec 2020 11:02:37 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ERRI DE LUCA | L'OSPITE DELLA VIGILIA</title>
                                    <description><![CDATA[Un uomo solo in una casa di montagna e un piatto in più messo per errore sulla povera tavola della festa. Un viaggiatore intrappolato nella nebbia e una porta che si apre.
Un racconto bellissimo, quasi una poesia, in cui le parole di Erri De Luca sono arricchite dai disegni di Alessandro Sanna che ci fanno maggiormente entrare nella magia del racconto.
Una storia che parla di condivisione, della capacità di riconoscere e accogliere i doni, e della magia che nasce da un incontro.
Con Erri De Luca in questa interessante intervista abbiamo spaziato dai suoi natali a Napoli fino alle missioni/viaggi in Bosnia durante la sanguinosa guerra dei Balcani. E forse proprio da questa esperienza nasce l’ispirazione per questo racconto.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Un racconto bellissimo, quasi una poesia, in cui le parole di Erri De Luca sono arricchite dai disegni di Alessandro Sanna che ci fanno maggiormente entrare nella magia del racconto.
Una storia che parla di condivisione, della capacità di riconoscere e accogliere i doni, e della magia che nasce da un incontro.
Con Erri De Luca in questa interessante intervista abbiamo spaziato dai suoi natali a Napoli fino alle missioni/viaggi in Bosnia durante la sanguinosa guerra dei Balcani. E forse proprio da questa esperienza nasce l’ispirazione per questo racconto.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Fri, 27 Dec 2019 19:17:08 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>PHILIPPE DAVERIO | LA BUONA STRADA</title>
                                    <description><![CDATA[La penna curiosa e impertinente di Philippe Daverio ci conduce attraverso Milano e il suo territorio. Una caccia al tesoro in città, in provincia e nella campagna lombarda per scoprire oltre centocinquanta fra monumenti, luoghi e testimonianze d’arte, di storia e di cultura, noti e meno noti, che valgono una visita o una deviazione. Un piccolo bestseller d’autore in edizione ampliata con nuove interessanti destinazioni, dalla Fondazione Prada di Milano a San Gottardo in Corte, da Villa Arconati ai Musei di Sant’Angelo Lodigiano, dalla Riserva Naturale di Bosco Fontana all’Isolino Virginia sul lago di Varese, da Lecco a Chiari.
In questa intervista “a cuore aperto”, Philippe Daverio, oltre a parlare del libro e delle passeggiate da fare,  ci regala molte perle del suo pensiero moderno ed europeo: la bellezza e l’armonia,  la salvezza del territorio e dei beni culturali colpiti dai disastri naturali, l’Europa e le royalties culturali e molto altro ancora.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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In questa intervista “a cuore aperto”, Philippe Daverio, oltre a parlare del libro e delle passeggiate da fare,  ci regala molte perle del suo pensiero moderno ed europeo: la bellezza e l’armonia,  la salvezza del territorio e dei beni culturali colpiti dai disastri naturali, l’Europa e le royalties culturali e molto altro ancora.
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                                        <pubDate>Wed, 08 May 2024 10:13:31 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>STEFANO MANCUSO | L&amp;#039;INCREDIBILE VIAGGIO DELLE PIANTE</title>
                                    <description><![CDATA[Se le piante potessero parlare, forse direbbero: «Vegetale a chi? Non siamo immobili né inerti: ci muoviamo, sentiamo e comunichiamo. Siete voi a non accorgervene». Attraverso racconti sorprendenti, uno scienziato di fama internazionale ci guida nel mondo segreto e intelligente delle piante, protagoniste silenziose della vita sulla Terra. Gli animali? Una minoranza. Gli esseri umani? Poco più che una nota a piè di pagina. Già nel 1896, il botanico tedesco Wilhelm Pfeffer mostrò ai colleghi sbalorditi un filmato in time-lapse: un tulipano che sboccia, radici che esplorano il suolo. Le piante si muovono, eccome: cercano nutrimento, si difendono, si riproducono. Senza poter cambiare luogo, hanno sviluppato un vero e proprio sistema postale per comunicare e disperdere semi e polline. Alcune affidano i loro "messaggi" all’aria o all’acqua; altre, come la bardana, sfruttano gli animali. Se portate a spasso un cane in campagna, sapete cosa significa ritrovarlo coperto di semi agganciati al pelo. I semi di certe specie viaggiano per anni: le noci di cocco, trasportate dalla corrente del Golfo, sono arrivate fino in Irlanda. Il giacinto d’acqua, fuggito da un giardino di Giava, ora colonizza interi continenti.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti.]]></description>
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Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti.]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Wed, 08 May 2024 08:32:01 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <title>STEFANO MANCUSO | PLANT REVOLUTION</title>
                                    <description><![CDATA[Una pianta non è un animale. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica.
Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Sun, 29 Nov 2020 17:30:02 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>STEFANO MANCUSO | LA PIANTA DEL MONDO</title>
                                    <description><![CDATA[Le piante sono letteralmente dappertutto e per scriverne non si deve far altro che ascoltare le loro storie e raccontarle. Tutte quelle di cui abbiamo bisogno. È così che è nato questo libro, scrivendo storie di piante che intrecciandosi agli avvenimenti umani si legano le une alle altre nella narrazione della vita sulla Terra.
Perché le piante costituiscono la nervatura, la mappa (o pianta) sulla base della quale è costruito l’intero mondo in cui viviamo. Non vederla, o ancora peggio ignorarla, credendo di essere al di sopra della natura, è uno dei pericoli più gravi per la sopravvivenza della nostra specie.
Una lunga e divertente chiacchierata, più che un’intervista, con Stefano Mancuso,  botanico, accademico e scienziato apprezzato ovunque nel mondo,  che insegna arboricoltura e etologia vegetale all’Università di Firenze. È membro dell’Accademia dei Georgofili, membro fondatore della Société internationale pour le signalement et le comportement des plantes e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv).
Un libro meraviglioso, illustrato dai disegni dell'autore, che narra come le piante potranno salvarci, se ci alleeremo con loro. Ci sono state prima di noi e ci saranno indubbiamente dopo, sono esseri sottovalutati per millenni ma che gestiscono lo spazio, collaborano, parlano fra loro, hanno persino sentimenti. E possono farci diventare tutti migliori!
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Perché le piante costituiscono la nervatura, la mappa (o pianta) sulla base della quale è costruito l’intero mondo in cui viviamo. Non vederla, o ancora peggio ignorarla, credendo di essere al di sopra della natura, è uno dei pericoli più gravi per la sopravvivenza della nostra specie.
Una lunga e divertente chiacchierata, più che un’intervista, con Stefano Mancuso,  botanico, accademico e scienziato apprezzato ovunque nel mondo,  che insegna arboricoltura e etologia vegetale all’Università di Firenze. È membro dell’Accademia dei Georgofili, membro fondatore della Société internationale pour le signalement et le comportement des plantes e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv).
Un libro meraviglioso, illustrato dai disegni dell'autore, che narra come le piante potranno salvarci, se ci alleeremo con loro. Ci sono state prima di noi e ci saranno indubbiamente dopo, sono esseri sottovalutati per millenni ma che gestiscono lo spazio, collaborano, parlano fra loro, hanno persino sentimenti. E possono farci diventare tutti migliori!
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Fri, 25 Oct 2019 21:12:55 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>STEFANO MANCUSO | LA NAZIONE DELLE PIANTE</title>
                                    <description><![CDATA[Finalmente la Nazione delle Piante, la più importante, diffusa e potente nazione della Terra, prende la parola.
«In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.»
A cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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«In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.»
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                                        <pubDate>Tue, 27 Oct 2020 19:00:01 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ALDO CAZZULLO | A RIVEDER LE STELLE</title>
                                    <description><![CDATA[A 700 anni dalla morte di Dante, lo scrittore, inviato ed editorialista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, ha scritto il romanzo della Divina Commedia. “Ha ricostruito, parola per parola, il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle». Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.”
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Sun, 12 May 2024 20:42:06 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <title>ALDO CAZZULLO | LE DONNE EREDITERANNO LA TERRA</title>
                                    <description><![CDATA[Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.» Aldo Cazzullo racconta perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull'uomo. I segni sono evidenti: a Berlino e a Londra governano due donne, una donna si affaccia per la prima volta sulla soglia della Casa Bianca. L'Italia resta un Paese maschilista; eppure sono donne la sindaca della capitale, la presidente della Camera, le direttrici delle principali carceri, l'astronauta più nota, la scienziata più importante. Ed è solo l'inizio. Le donne erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l'epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Perché sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura; ed è il momento di prendersi cura della terra e dell'uomo, che non sono immortali. Racconta le battaglie che le donne conducono nel mondo e in Italia contro le ingiustizie che ancora le penalizzano, contro il masochismo che ancora le mette l'una contro l'altra o le induce a innamorarsi della persona sbagliata. E ricostruisce i mezzi con cui i maschi hanno imposto la loro egemonia per secoli, quando una femmina per rivendicare la propria libertà doveva diventare come un uomo, o almeno sembrarlo: da Giovanna d'Arco, arsa viva per non aver rinunciato all'abito maschile, alle «soldate» che si travestirono per combattere tutte le guerre. Il racconto di Cazzullo arriva sino all'ultima generazione, le adolescenti nate nel 2000: abituate a essere le migliori a scuola, a leggere romanzi dove il pianeta è salvato da una ragazzina, ad abitare regni fantastici dove non comandano più i principi azzurri, ma le principesse. Anche per questo costruiranno un mondo dove non si farà più caso se il capufficio o il capo dello Stato è una donna. Partecipa alla trasmissione anche Grazia Andriola, camminatrice che ha camminato da Santa Maria di Leuca fino a Santiago de Compostela ed in seguito ha scritto il libro #STEPTOSTOPVIOLENCE raccontando del suo cammino e dedicandolo alle donne violentate.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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                                    <title>ALDO CAZZULLO/FABRIZIO RONCONE | PECCATI IMMORTALI</title>
                                    <description><![CDATA[Roma. Tra qualche anno. Salvini è caduto, dopo che un barcone di migranti è affondato davanti a un porto chiuso. Ora al governo ci sono il Pd e il Popolo dell’Onestà. Ma il premier è debole, e il nuovo ministro dell’Interno prepara un piano per prendere il potere. Su questo scenario si apre il giallo. Il cardinale Michelangelo Aldrovandi, l’unico conservatore a essersi conquistato la fiducia del Papa, viene trovato morto in circostanze oscure. Lo scandalo è messo a tacere. Ma Remedios, la suora che lo accudiva, ritrova un telefonino con quattro foto. Che compromettono – per un curioso dettaglio – il leader emergente del Popolo dell’Onestà.
Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone parlano a Radio Francigena del loro nuovo libro, un romanzo giallo, tra personaggi reali e altri immaginari, che ci porta negli abissi di Roma e dell’animo umano.
A cura di Alberto Pugnetti]]></description>
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Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone parlano a Radio Francigena del loro nuovo libro, un romanzo giallo, tra personaggi reali e altri immaginari, che ci porta negli abissi di Roma e dell’animo umano.
A cura di Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Sat, 07 Dec 2019 12:20:59 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ALDO CAZZULLO | GIURO CHE NON AVRÓ PIÚ FAME</title>
                                    <description><![CDATA[Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu “Via col vento”. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono gli italiani.
A cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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                                        <pubDate>Tue, 22 Dec 2020 09:14:21 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ANTONIO POLITO | LE REGOLE DEL CAMMINO</title>
                                    <description><![CDATA[«Spesso nella vita di tutti i giorni ci aggiriamo senza una meta. Da troppo tempo lo fa l’Italia: pensiamo di stare andando avanti, e invece giriamo intorno, senza più qualcuno che studi le mappe, cerchi indicazioni, tenga la bussola in mano e l’orecchio teso. Forse ci serve proprio una guida, un vademecum di consigli, un manuale di istruzioni per costruire l’Italia che sarà».   Così deve avere pensato Antonio Polito, vicedirettore del Corriere della sera, ripensando alla sua esperienza di cammino iniziata nell'anno più difficile da sempre per tutti.
«D’ora in poi niente per noi sarà più una passeggiata». Se mettersi in cammino è da sempre sinonimo di ricerca del senso dell’esistenza, ancor più oggi uscire dai propri confini, fisici e mentali, è la precondizione per ritrovare se stessi e l’importanza della comunità. Raccontando incontri, incidenti e scoperte, Polito ci accompagna in un viaggio a più dimensioni che si intrecciano a ogni passo.
Quella materiale, sul Cammino di san Benedetto, da Norcia a Montecassino, nell’Italia dei borghi e dei paesi, solo apparentemente minore. Quella spirituale, alla ricerca dei valori alla base dell’Europa cristiana che affondano le loro radici nell’esperienza delle comunità monastiche, per interrogarci sul rapporto con le cose che ci appartengono (la casa, le memorie) e con quelle che abbiamo solo in custodia e che richiedono le nostre cure (la natura, la terra).  La dimensione pubblica, infine, per ripensare il ruolo della politica e delle classi dirigenti alla guida del Paese e rimettere al centro le responsabilità verso chi ci vive accanto, il delicato equilibrio tra libertà individuale e benessere comune, la frugalità come leva di crescita, la leggerezza come condizione di progresso, la fratellanza come riscoperta dell’altro.
Intervista a cura di Danilo Angelelli]]></description>
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«D’ora in poi niente per noi sarà più una passeggiata». Se mettersi in cammino è da sempre sinonimo di ricerca del senso dell’esistenza, ancor più oggi uscire dai propri confini, fisici e mentali, è la precondizione per ritrovare se stessi e l’importanza della comunità. Raccontando incontri, incidenti e scoperte, Polito ci accompagna in un viaggio a più dimensioni che si intrecciano a ogni passo.
Quella materiale, sul Cammino di san Benedetto, da Norcia a Montecassino, nell’Italia dei borghi e dei paesi, solo apparentemente minore. Quella spirituale, alla ricerca dei valori alla base dell’Europa cristiana che affondano le loro radici nell’esperienza delle comunità monastiche, per interrogarci sul rapporto con le cose che ci appartengono (la casa, le memorie) e con quelle che abbiamo solo in custodia e che richiedono le nostre cure (la natura, la terra).  La dimensione pubblica, infine, per ripensare il ruolo della politica e delle classi dirigenti alla guida del Paese e rimettere al centro le responsabilità verso chi ci vive accanto, il delicato equilibrio tra libertà individuale e benessere comune, la frugalità come leva di crescita, la leggerezza come condizione di progresso, la fratellanza come riscoperta dell’altro.
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                                        <pubDate>Wed, 13 Nov 2019 17:44:02 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>MARIO TOZZI | L'ITALIA INTATTA</title>
                                    <description><![CDATA[Spesso ci viene raccontata un’Italia bellissima, l’Italia dei grandi siti archeologici, delle innumerevoli città d’arte e delle terme monumentali.
Un paese meraviglioso che, nei secoli passati, i figli dell’aristocrazia europea eleggevano a meta del loro Grand Tour, finendo invariabilmente per innamorarsene. Altre volte, invece, l’immagine più diffusa è quella di un’Italia sfigurata, che nel continente vanta il triste primato del più alto consumo di suolo, e dove l’inestimabile patrimonio naturale e culturale viene sfregiato, distrutto o svenduto. Qual è, dunque, il vero volto del nostro paese? Probabilmente né l’uno né l’altro, perché l’Italia è un incredibile mosaico, ricomposto così tante volte da renderne irriconoscibile il disegno originario, ma nel quale affiorano, in mezzo a centinaia di orrori, tessere di vivida bellezza, qualcuna ancora magicamente intatta. È alla scoperta di questi luoghi, ultime testimonianze di una natura incontaminata ormai in via di estinzione, che Mario Tozzi conduce il lettore, in un emozionante viaggio verso mete che, per la loro inaccessibilità alle auto, sono finora miracolosamente scampate all’assalto del turismo di massa. Dal ghiacciaio dell’Adamello alle Alpi liguri, dall’isola di Montecristo alle Eolie, passando per la Barbagia, l’Aspromonte e le faggete della Marsica, dove l’orso combatte la sua disperata lotta per la sopravvivenza, il percorso si snoda lungo i sentieri meno battuti, al ritmo lento e silenzioso dei passi, il solo che consenta di godere delle mille sfumature cromatiche di un bosco, di cogliere il fuggevole passaggio di un animale selvatico e di leggere la storia del territorio impressa nelle rocce. Ma intatti, per l’autore, sono anche quei luoghi in cui le opere dei suoi antichi abitanti hanno mantenuto l’originario splendore, resistendo al tempo e all’invadenza di una dissennata urbanizzazione: i Sassi di Matera e l’ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, le camere dello scirocco, geniale esempio di climatizzazione ante litteram nelle viscere di Palermo, la spettacolare Napoli sotterranea, un grembo accogliente e sicuro nel quale tanti partenopei trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei dell’ultima guerra, o lo stupefacente sottosuolo di Roma, 5000 chilometri di condotti fognari risalenti probabilmente agli Etruschi. Un’Italia «intatta», quindi, per il momento esiste ancora: imparare a conoscerla è l’unico modo non solo per riappropriarsene ma per sentire la responsabilità e il dovere di conservarla, in quanto traccia delle profonde radici di un’identità culturale e di una storia che sono il vero bene da lasciare in eredità alle generazioni future.
A cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Un paese meraviglioso che, nei secoli passati, i figli dell’aristocrazia europea eleggevano a meta del loro Grand Tour, finendo invariabilmente per innamorarsene. Altre volte, invece, l’immagine più diffusa è quella di un’Italia sfigurata, che nel continente vanta il triste primato del più alto consumo di suolo, e dove l’inestimabile patrimonio naturale e culturale viene sfregiato, distrutto o svenduto. Qual è, dunque, il vero volto del nostro paese? Probabilmente né l’uno né l’altro, perché l’Italia è un incredibile mosaico, ricomposto così tante volte da renderne irriconoscibile il disegno originario, ma nel quale affiorano, in mezzo a centinaia di orrori, tessere di vivida bellezza, qualcuna ancora magicamente intatta. È alla scoperta di questi luoghi, ultime testimonianze di una natura incontaminata ormai in via di estinzione, che Mario Tozzi conduce il lettore, in un emozionante viaggio verso mete che, per la loro inaccessibilità alle auto, sono finora miracolosamente scampate all’assalto del turismo di massa. Dal ghiacciaio dell’Adamello alle Alpi liguri, dall’isola di Montecristo alle Eolie, passando per la Barbagia, l’Aspromonte e le faggete della Marsica, dove l’orso combatte la sua disperata lotta per la sopravvivenza, il percorso si snoda lungo i sentieri meno battuti, al ritmo lento e silenzioso dei passi, il solo che consenta di godere delle mille sfumature cromatiche di un bosco, di cogliere il fuggevole passaggio di un animale selvatico e di leggere la storia del territorio impressa nelle rocce. Ma intatti, per l’autore, sono anche quei luoghi in cui le opere dei suoi antichi abitanti hanno mantenuto l’originario splendore, resistendo al tempo e all’invadenza di una dissennata urbanizzazione: i Sassi di Matera e l’ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, le camere dello scirocco, geniale esempio di climatizzazione ante litteram nelle viscere di Palermo, la spettacolare Napoli sotterranea, un grembo accogliente e sicuro nel quale tanti partenopei trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei dell’ultima guerra, o lo stupefacente sottosuolo di Roma, 5000 chilometri di condotti fognari risalenti probabilmente agli Etruschi. Un’Italia «intatta», quindi, per il momento esiste ancora: imparare a conoscerla è l’unico modo non solo per riappropriarsene ma per sentire la responsabilità e il dovere di conservarla, in quanto traccia delle profonde radici di un’identità culturale e di una storia che sono il vero bene da lasciare in eredità alle generazioni future.
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                                        <pubDate>Fri, 06 Dec 2019 01:31:57 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>LUCA MERCALLI | NON C'É PIÚ TEMPO</title>
                                    <description><![CDATA[Siamo un pezzo di natura, lo dice la scienza ecologica, e se la natura si degrada anche noi facciamo la stessa fine. Partiamo da dove posiamo i nostri piedi. Ogni secondo in Italia spariscono sotto cemento e asfalto 3 metri quadrati di suolo. Eppure il suolo è la nostra assicurazione sul futuro, per produrre cibo, per filtrare l’acqua, proteggerci dalle alluvioni, immagazzinare CO2. La sua perdita irreversibile è un grave danno per noi e per figli e nipoti. Tanto più in epoca di riscaldamento globale, che, inducendo fenomeni meteorologici estremi – alluvioni, siccità, ritiro dei ghiacciai e aumento dei livelli marini – minaccia il benessere dei nostri figli e nipoti. Eppure ci sono molti modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano mettendo a rischio il futuro. Mercalli lo dice e lo scrive da oltre vent’anni, e propone qui un’antologia delle sue riflessioni.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Wed, 13 Nov 2019 13:41:29 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <title>LUIGI NACCI | TRIESTE SELVATICA</title>
                                    <description><![CDATA[Trieste è la città di Maria Teresa, di Miramare, di Sissi, delle regate, dei caffè.
Tutto vero. Ma c’è un’altra città: quella di Joyce e di chi, come lui, trascorreva le notti in locali malfamati, in mezzo alla calca umana giunta per cercare fortuna in una metropoli che fino a poco tempo prima era stata un anonimo villaggio. C’era e c’è ancora una Trieste di vicoli, di personaggi al limite tra genio e follia. C’è il Carso, non corpo separato, ma parte integrante della città: labirinto di sassi, boscaglie, doline, foibe, trincee. Ci sono boschi e foreste sterminate, luoghi in cui si è combattuto, ci si è vendicati spietatamente, si sono nascoste prove di stragi feroci, e allo stesso tempo rifugi per vagabondi pacifici, viandanti senza bandiera che non conoscono l’odio. Il selvatico batte alle porte del centro. È una forza selvaggia e liberatoria. Siamo disposti a conoscerla?
Intervista a cura di Alberto Pugnetti]]></description>
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Tutto vero. Ma c’è un’altra città: quella di Joyce e di chi, come lui, trascorreva le notti in locali malfamati, in mezzo alla calca umana giunta per cercare fortuna in una metropoli che fino a poco tempo prima era stata un anonimo villaggio. C’era e c’è ancora una Trieste di vicoli, di personaggi al limite tra genio e follia. C’è il Carso, non corpo separato, ma parte integrante della città: labirinto di sassi, boscaglie, doline, foibe, trincee. Ci sono boschi e foreste sterminate, luoghi in cui si è combattuto, ci si è vendicati spietatamente, si sono nascoste prove di stragi feroci, e allo stesso tempo rifugi per vagabondi pacifici, viandanti senza bandiera che non conoscono l’odio. Il selvatico batte alle porte del centro. È una forza selvaggia e liberatoria. Siamo disposti a conoscerla?
Intervista a cura di Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 12:57:41 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <title>FEDERICO PACE | CONTROVENTO</title>
                                    <description><![CDATA[Dai colori dell’India ai segreti del Monte Athos. Dalla sterminata cordigliera dell’America Latina agli ipnotici silenzi della Siberia. Dalle dolci sinuosità della Moldava fino al Pacifico e oltre. Dalle antiche vie che costeggiano il mare alle strade che uniscono le grandi città. Il viaggio in auto di Oscar Niemeyer lungo oltre mille e duecento chilometri da Rio de Janeiro fino a Brasilia per dare vita a una città mai esistita prima. Il cammino a piedi di Vincent Van Gogh tra il Belgio e la Francia nell’inverno in cui finí per capire cosa gli serviva davvero per diventare pittore. La soglia inattesa con cui è costretta a misurarsi Frida Kahlo. La fuga di Joni Mitchell dalle battaglie meschine della fine di un amore. La corsa insonne di Keith Jarrett verso Colonia. Controvento racconta le storie di chi, attraversando un ponte, mettendosi su una strada, salendo su un autobus o un treno, ha trovato in un giorno, in un istante, il modo di cambiare e trasformarsi. I viaggi hanno segnato la vita di molti e di molti altri la segneranno nel tempo che verrà: perché l’altro e l’altrove hanno sempre in serbo qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto, che lenirà il nostro dolore e ci schiuderà il passaggio verso la strada poco battuta.]]></description>
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                                        <pubDate>Tue, 30 Apr 2024 14:20:44 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <title>ANTONIO MORESCO | IL GRIDO</title>
                                    <description><![CDATA[Sotto i nostri occhi sta succedendo una cosa enorme, ma che noi non vogliamo vedere: le nostre sono le prime generazioni umane a vivere al cospetto di un’estinzione di specie. Eppure tutto continua come se niente fosse, perché i domini umani traggono il loro potere proprio da questo occultamento. Economia, politica, società, costume, informazione, cultura… tutto sembra organizzato e concepito per perpetuare una simile tragica rimozione. In questo pamphlet, unico per radicalità e coraggio, estremo come è estrema la nostra condizione, tutto viene rimesso in discussione e in movimento, mostrando come il nostro pensiero e il nostro immaginario -così come si sono venuti formando e selezionando nel corso del tempo- siano collegati da fili comuni e siano funzionali a questo suicidio di specie in atto. L’autore e personaggio di questo libro si confronta e combatte senza limiti e senza rete con figure cruciali della nostra epoca, come Giacomo Leopardi, l’astrofisico Stephen Hawking, Emily Dickinson, lo scrittore francese Michel Houellebecq, Darwin e Marx, Freud, Balzac, i filosofi Nietzsche ed Emanuele Severino e molti altri.
Intervista di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Intervista di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Sat, 25 Jul 2020 09:47:25 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>FRANCO FAGGIANI | NON ESISTONO POSTI LONTANI</title>
                                    <description><![CDATA[L’archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d’arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d’arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini avranno modo di conoscersi e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell’impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure..
Francio Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), vincitore del Premio Parco Majella 2018, del Premio Letterario Città delle Fiaccole 2018 e del Be Kind Award 2019, si è fatto conoscere e amare da moltissimi lettori. Con Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore, 2019), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2019 e il Premio Selezione Bancarella 2020.
Intervista a cura di Danilo Angelelli]]></description>
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Francio Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), vincitore del Premio Parco Majella 2018, del Premio Letterario Città delle Fiaccole 2018 e del Be Kind Award 2019, si è fatto conoscere e amare da moltissimi lettori. Con Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore, 2019), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2019 e il Premio Selezione Bancarella 2020.
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                                        <pubDate>Fri, 06 Dec 2019 01:32:01 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ROBERTO SOLDATINI | DENECIA</title>
                                    <description><![CDATA[«Grazie alle cure dei Walton e dei miei successivi compagni, dopo più di vent’anni i miei interni sono ancora come nuovi. Infatti in molti dicono che non dimostro la mia età, tanto che potrei tranquillamente calarmi gli anni, se non fosse che noi yacht non siamo capaci di dire bugie come fanno gli umani.»
Denecia è una barca a vela che racconta in prima persona la sua storia, la sua nascita, o meglio la sua costruzione, i suoi compagni di viaggio, i loro amori, le loro passioni e le loro disavventure. Ma descrive anche i luoghi meravigliosi che ha conosciuto, ovviamente visti sempre e soltanto da dove li può vedere una barca: dal mare. Più di ottantamila chilometri, dall’Inghilterra fino alla Grecia, passando per la Francia, la Corsica, la Sardegna e la Spagna. Un romanzo di mare e d’amore, raccontato da un’insolita prospettiva che narra tre storie, susseguitesi nell’arco di vent’anni sul ponte di quella barca. Tre coppie di armatori, due inglesi e una italiana. Tre amori, tre avventure, e una barca del tutto speciale.
Roberto Soldatini (Roma 1960) è direttore d’orchestra, compositore, violoncellista e scrittore. Dall’età di 15 anni ha svolto attività concertistica come solista. Come direttore, ha guidato le orchestre di alcune delle maggiori istituzioni europee e americane. Attualmente vive sulla sua barca a vela, alternando ogni anno sei mesi di navigazione in solitario e sei mesi in porto per svernare.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></description>
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Denecia è una barca a vela che racconta in prima persona la sua storia, la sua nascita, o meglio la sua costruzione, i suoi compagni di viaggio, i loro amori, le loro passioni e le loro disavventure. Ma descrive anche i luoghi meravigliosi che ha conosciuto, ovviamente visti sempre e soltanto da dove li può vedere una barca: dal mare. Più di ottantamila chilometri, dall’Inghilterra fino alla Grecia, passando per la Francia, la Corsica, la Sardegna e la Spagna. Un romanzo di mare e d’amore, raccontato da un’insolita prospettiva che narra tre storie, susseguitesi nell’arco di vent’anni sul ponte di quella barca. Tre coppie di armatori, due inglesi e una italiana. Tre amori, tre avventure, e una barca del tutto speciale.
Roberto Soldatini (Roma 1960) è direttore d’orchestra, compositore, violoncellista e scrittore. Dall’età di 15 anni ha svolto attività concertistica come solista. Come direttore, ha guidato le orchestre di alcune delle maggiori istituzioni europee e americane. Attualmente vive sulla sua barca a vela, alternando ogni anno sei mesi di navigazione in solitario e sei mesi in porto per svernare.
Intervista a cura di Fiorella Pierobon e Alberto Pugnetti]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Sun, 27 Sep 2020 11:30:01 +0200</pubDate>
                                        
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                                    <title>MAURIZIO BONO | IN CAMMINO</title>
                                    <description><![CDATA[Maurizio Bono, giornalista, (ha lavorato a "Paese Sera", "Panorama", " la Repubblica") racconta per la prima volta la sua grande passione per il camminare.
Camminare in montagna, ma anche sulle falesie in riva al mare, sulle coste e sulle dorsali di isole come la Sardegna, la Corsica, la Réunion. O ancora, su fino alla vetta in Val Senales, dove il camminatore più antico che conosciamo da vicino ha aspettato 5300 anni per dirci chi era.
Camminare perfino in città, dove i passi sfidano geometrie urbane e vincendo il confronto scoprono ciò che da un finestrino non si vede. E camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento.
Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta a chi ha la pazienza di usare i piedi e la mente. Un libro che ci accompagna alla scoperta di un gesto che ci fa scoprire un mondo fuori e dentro di noi.
Intervista a cura di Danilo Angelelli]]></description>
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Camminare in montagna, ma anche sulle falesie in riva al mare, sulle coste e sulle dorsali di isole come la Sardegna, la Corsica, la Réunion. O ancora, su fino alla vetta in Val Senales, dove il camminatore più antico che conosciamo da vicino ha aspettato 5300 anni per dirci chi era.
Camminare perfino in città, dove i passi sfidano geometrie urbane e vincendo il confronto scoprono ciò che da un finestrino non si vede. E camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento.
Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta a chi ha la pazienza di usare i piedi e la mente. Un libro che ci accompagna alla scoperta di un gesto che ci fa scoprire un mondo fuori e dentro di noi.
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                                        <pubDate>Thu, 05 Dec 2019 11:30:01 +0100</pubDate>
                                        
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                                    <artist>RADIO FRANCIGENA - LA VOCE DEI CAMMINI</artist>
                                    <title>ETTORE GOBBATO | TANA BELES</title>
                                    <description><![CDATA[In un cantiere italiano non lontano dal lago Tana, in Etiopia, vengono rapiti due tecnici di una ditta di costruzioni italiana. A cercare di liberarli vengono inviati due diplomatici: Francesco Alberighi e Paola Monti, funzionari dell’unità di crisi del ministero degli esteri. Fin dalla prima raccolta di informazioni, i due diplomatici comprendono che la vicenda ha contorni strani, molti misteri infatti avvolgono la costruzione della diga; e poi in Etiopia non ci sono terroristi, guerre civili o conflitti armati in corso.
A complicare la vicenda, insieme a loro, viene inviato dal Gabinetto del ministro un suo stretto collaboratore, Crapanzano, personaggio ambiguo, che prova a boicottare ogni iniziativa dei due diplomatici. Intanto per conto proprio indaga il cronista d’assalto Antonio Faiola, arrivato anche lui sul lago Tana con l’idea che dietro questa vicenda si nasconda qualcosa che lo stesso governo italiano vuole nascondere agli uomini del ministero degli esteri… ma alla fine, con intelligenza e diplomazia, Alberighi e la Monti ne verranno a capo.
Un intrigo internazionale, con molto fuoco amico.
Un racconto a metà tra un giallo e una spy story, con protagonisti poco usati in letteratura: i diplomatici italiani.]]></description>
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A complicare la vicenda, insieme a loro, viene inviato dal Gabinetto del ministro un suo stretto collaboratore, Crapanzano, personaggio ambiguo, che prova a boicottare ogni iniziativa dei due diplomatici. Intanto per conto proprio indaga il cronista d’assalto Antonio Faiola, arrivato anche lui sul lago Tana con l’idea che dietro questa vicenda si nasconda qualcosa che lo stesso governo italiano vuole nascondere agli uomini del ministero degli esteri… ma alla fine, con intelligenza e diplomazia, Alberighi e la Monti ne verranno a capo.
Un intrigo internazionale, con molto fuoco amico.
Un racconto a metà tra un giallo e una spy story, con protagonisti poco usati in letteratura: i diplomatici italiani.]]></itunes:summary>
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                                        <pubDate>Thu, 17 Sep 2020 17:35:03 +0200</pubDate>
                                        
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